Se nasce femmina

Da donna che ha vissuto già tanti fortunati e a volte fortunosi passaggi della sua vita e che si trova  nel mezzo del cammin dilatato e spostato in avanti dai miracoli della scienza
 
oggi, 8 marzo
 
 vorrei abbracciarmi stretta a chi la mia fortuna non ha avuto, a tutte quelle donne che per cena apparecchiamo un sorriso condito con qualche briciola, a quelle donne che consegnano i loro compagni, i loro figli spesso fanciulli, ai loro governanti propugnatori di guerre sante, di liberazione, stramaledette guerre a sostegno di tiranni utili alle loro  economie, a quelle donne, fanciulle, bambine vittime di mutilazioni genitali, sfruttamento, violenze, di stupri etnici. Bambine che mancano all’appello perché mai nate o lasciate morire d’inedia perché ‘economicamente irrilevanti’.
Una manciata di donne di comando, una piccola moltitudine di donne che faticosamente si barcamenano nell’opulento e contradditorio Occidente,  che riescono ad avere un loro spicchio di sole, che lottano perchè altre lo possano condividere con loro, sono ancora assai poca cosa di fronte alla violenza di una società che priva una moltitudine di altre donne di un diritto inalienabile che è il

diritto alla felicità