Ba Ba Baciami piccina

 
 
 Ve le presento: sono le  "Real Doll”  bambole di silicone  a grandezza  naturale, finemente lavorate senza tralasciare i minimi particolari.
Sono prodotte dalla   Abyss Creation  una ditta  americana che poi le vende su internet.
Il costo si aggira sui 5 mila euro per il modello base che,  molto democraticamente, è disponibile nelle tre varianti uomo/donna/trans sebbene il  prezzo del modello ‘uomo’ sia parecchio più caro e tocchi i 7 mila euro e non sono riuscita a trovare ragioni plausibili se non un’ulteriore segno di discriminazione tra i sessi.
Il prezzo tuttavia lievita  se il cliente richiede delle personalizzazioni,  ad esempio della bocca,  della grandezza dei seni, della vagina o del pene e chi più desideri ha più li esprima.
Insomma,  come per un ‘ritocchino dal chirurgo estetico, si arriva a sborsare fino a 15 mila euro ed oltre.
L’ultima novità sono i  modelli che nell’acme della passione  gemono e rilasciano delle secrezioni, maschili o femminili a temperatura ambiente (o ambient?).
Lo scheletro è snodabile, in acciaio,  e può tranquillamente assumere posizioni da far invidia al kamasutra.


 
Nell’Italia dei buoni sentimenti però siamo andati oltre: una ditta veneta di San Vendemmiano,  dopo la prima richiesta di un cliente che,  foto alla mano,  ha manifestato il desiderio di ‘clonare’ la sua ‘ex’, ora lavora solo su ordinazione.
I tempi di consegna sono lunghetti  “entro 18 mesi” e come per certi tatuaggi che inneggiano a un nome che non è più quello, potrebbe succedere che prima della consegna la ‘ex’ ordinata sia stata soppiantata da un’altra ‘ex’ e allora che farà il tapino quando si troverà nelle sgradevoli  condizioni di chi ha comprato una macchina, nuova sì, ma al contempo già fuori produzione?

 

 
Pensierino della notte.
 
Nel giorno di San Valentino, questa festa pilotata dal consumismo che inneggia all’Amore e che come tutte le feste, oramai,  l’importante è che ogni anno se ne  ripetano i rituali, forse sarebbe il caso di  ragionare su questa notiziola, sull’incapacità di vivere serenamente la propria solitudine sentimentale, su questo ennesima mercificazione del desiderio di possesso che è alla base della mistificazione dell’altro che non sarà mai nostro e non potrà mai essere come lo vorremmo.
 
A me piacerebbe che l’amore potesse essere paragonato a un’onda del mare che nel suo movimento continuo si allunga a lambirti, si ritrae e poi ritorna e stà a noi, alla perseveranza dei nostri sogni,  farci trovare sempre lì oppure spostarci un poco e restare a guardare serenamente all’orizzonte increspato.

Com'è profondo il mare.