Ieri, oggi e domani?

 

Nel 1946, a guerra appena conclusa, Karl Jasper accusava i suoi cannazionali di una colpa che a suo parere non era solo giuridica, nè politica, nè morale, ma di fondo “metafisica”, da lui enunciata con questa espressione:

“Che noi tedeschi siamo amcora vivi, questa è la nostra colpa.”

Si tratta di quella colpa che infrange il principio di solidarietà tra gli uomini, senza il quale è a rischio la stessa appartenenza al genere umano, dal momento che questa ha come suo fondamento il riconoscimento di sè stessi nell’ “altro”.

Misconosciuta e atrocemente dimenticata in epoca nazzista, oggi questa appartenenza non è ancora garantita, a giudicare dai pregiudizi che ancora costellano i nostri atteggiamenti nei confronti degli “altri”

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contrmto, perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato ,perchè mi eran fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

Berthold Becht, 1938