Pane e cultura

Se è drammaticamente vero che con la cultura non si mangia,  dobbiamo ammettere che la televisione (di Stato e non) ci invita a leccarci i baffi,  a inseguire il tutto (pro)fumo e niente arrosto prodotto dalla conclamata crisi economica che a molti riduce la consistenza dei pasti.
Per fortuna in quest’ ultima settimana possiamo comodamente scegliere tra ben tre opzioni di

CUL-IN-ARIA

a opera di due vedettes che trasmigrano – edulcorate e improbabili icone, dalle loro cucine televisive, dove ammiccanti, propongono manicaretti ‘facili facili’…, con una cassa di risonanza tanto ovvia e invasiva – catapultate  rispettivamente al primo e al  quarto posto Benedetta Parodi e, al decimo posto Antonella Clerici, nella Top Ten dei dieci libri più venduti in Italia nella settimana delle Feste.
Umberto Eco e il suo Il Cimitero di Praga (che io stessa non comprerei per una sorta di allergia ai polpettoni) al secondo posto, al terzo il più accattivamente Nicolò Ammanniti Io e te che sgranocchierei in un momento di ricreazione.
Al quinto posto Giorgio Faletti, la Lucianina Litizzetto con ‘suo’ I dolori del giovane Walter al sesto posto davanti a BenedettoXIV …
 
Insomma tanta voglia di leggerezza, senza essere insostenibile se non nel costo che si aggira intorno ai 19/22 euro mentre – udite udite! – scorrendo la classifica dei Tascabili dai 5 ai 7/10 euro,  tiro un sospiro di sollievo trovando al primo posto De Saint Euxpéry con Il piccolo Principe e… questo ve lo consiglio, anzi ve lo impongo, al terzo posto un romanzo breve

L’amico ritrovato  di Fred Uhlman (Feltrinelli, euro 5,50).

La storia di due ragazzi che frequentano la stesso collegio esclusivo. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro di una ricca famiglia tedesca. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, forte e tenace, perfetta e magica.
Un anno dopo il loro legame viene brutalmente spezzato…
Questo accadeva in Germania. Correva l’anno 1933.
 
Leggetelo! 

Parla di  un mondo non troppo lontano che stava precipitando nel baratro delle persecuzioni razziali e dell’Olocausto  mediato attraverso lo sguardo incredulo di due giovani privilegiati e ignavi; del viaggio anche interiore che compie Hans quando dopo 55 anni di permanenza negli Stati Uniti ritorna in Germania sulle tracce del suo amico.
 
Ecco avevo cominciato con un tono disperato per la poca importanza che sembra si dia alla ‘bella’ letteratura e chiudo rincuorata con la sensazione di condividere, o farvi conoscere un bel libro. 
 
Un piccolo gioiello di letteratura al prezzo di un panino al bar di cui per una volta si può fare a meno perché la cultura è come il pane, pane per i nostri denti, che rinvigorisce e ci fa crescere