Mamma che cos’è questo sassolino?

Ho due anelli di mia mamma che lei mi regalò in due occasioni particolari e che alterno convinta che quelle forme eleganti mi trasmettano con la loro luce un po’ della sua anima protettrice.
No, non sono superstiziosa, o forse lo sono nella misura in cui (accidenti questo antico politichese che di tanto in tanto ri-emerge) infilati al mio dito essi diventano un suo naturale prolungamento, la sua ombra solerte.
 
Il primo, e forse il più caro, è un topazio stellato non molto conosciuto in Italia ma abbastanza negli Stati Uniti. Una pietra perfettamente tonda e liscia come la testina nuova di un neonato, grigia, noi diremmo ‘scuro metalizzato’ dove a seconda del punto su cui cade la luce si sprigiona una stella luminosissima.
Fù il suo regalo per la nascita di mio figlio e se ne privò benché le fosse caro solo perché sapeva che mi piaceva moltissimo.
Lo piansi disperatamente quando lo persi, sbadatamente,  perché in un qualche modo la pietra era saltata dall’incastonatura senza che io me ne rendessi conto e venne ricomposto nella sua interessa almeno un paio d’anni dopo in modo incredibile, quando al rientro dal mare nella mia vecchia citroen, che stavo per vendere, nel rimbambimento di una giornata al sole a inseguire il caro pargoletto su è giù tra mare e spiaggia, mi giunse la sua vocetta assonnata che diceva

”Mamma che cos’è questo sassolino? Lo buuutto?”.
Come tipico di molte mamme stanche, quasi come un automa dissi senza girarmi e ruotando il braccio: “Dai a  me…”

Oggi verso ora di pranzo, in un momento che il sole ha fatto capolino, ho deciso di portare Ma belle  (citroen C1 grigio scuro metallizzata!) all’autolavaggio…
e pochi minuti fa che mi sono seduta al pc per sbirciare tra i miei amici di Splinder;
e mi sono soffermata sul mio anulare sinistro e ho visto il suo, il nostro, anello dal topazio stellato;
e mentre scrivo e lo fotografo per voi sento salire un po’ di magone
e insieme mi sento sorridere con quel suo sorriso, le labbra socchiuse e gli angoli a falce di luna come li disegnano i bambini, ironica e protettiva:

“Sususu’…niente tristezze…”.

Topazio stellato

 
 
Dell’altro anello vi racconterò la prossima volta, ma se mi dimenticassi ricordatemi dell’anello di Mariuchi.