Libri. Mille e una vita da raccontare

Chiuso, momentaneamente, fino al prossimo

Buon  Anno 2011 

(la Sally-ina, dicembre 2009)

La zia Monica avrebbe voluto essere un palloncino di quelli che i bambini si lasciano sfuggire in cielo, per  poi piangerli come se avessero fatto qualcosa per non perderli.”
 
La zia Leonor aveva l’ombelico più bello che si fosse mai visto. Un piccolo punto affondato proprio al centro del ventre piattissimo. Aveva la schiena lentigginosa e le natiche rotonde e sode come le brocche da cui bevevo da piccola.”
 
La zia Daniela si innamorò come si innamorano sempre le donne intelligenti, come un’idiota.”
 
“C’è gente contro cui la vita si accanisce, gente che non ha periodi di sfortuna, bensì una serie continua di tormente.
Quasi sempre queste persone diventano lamentose……..
Questo non accadeva mai alla zia Ofelia, perché nonostante la vita l’avesse assediata varie volte…..
Era una donna dalle braccia forti e dall’espressione allegra………
Un giorno svelò il suo segreto ad una giovane donna il cui dolore sembrava non avere rimedio:
 
“Ci sono molti modi di suddividere gli esseri umani” le disse “. “Io li divido tra quelli con le rughe all’insù e quelli con le rughe all’ingiù, ed io voglio far parte della prima categoria. Voglio che la mia faccia da vecchia non sia triste, voglio avere le rughe che vengono dal riso, e portarle con me all’altro mondo. Chissà che cosa dovremo affrontare laggiù”.

 
Mi è quasi caduto in testa mentre mi destreggiavo intorno alla libreria questo struggente “Donne dagli occhi grandi” di Angeles Mastretta che rivisitando l’espediente de Le mille e una notte,  ruota intorno ai racconti e alla lotta che una madre ingaggia contro la morte della propria bambina malata raccontandole le vicende delle sue antenate fotografate in un mondo tutto al ‘femminile’in cui  tutte loro con la delicatezza di un merletto vengono colte in momenti cruciali della loro vita dove, tuttavia, gli uomini mantengono sempre un ruolo – ebbene sì – determinante nelle scelte.
 

Regaliamoci libri, regaliamoli.
Questo libro piovuto dall’alto è il mio regalo per voi.
E voi a me?  Cosa vorreste che io leggessi?