Pioggia come grosse lacrime

Un tuono.

Automaticamente ho alzato gli occhi al cielo parecchio indispettita per il repentino oclissarsi del giorno, a mezzogiorno, rabbuiato dalla pioggia che scende a scrosci fitta e rumorosa, eppure mi ha colpito quella piccola virgola evanescente che si staglia nel cielo sgranato dalle luci riflesse nelle pozzanghere dell’asfalto.

 Contemporaneamente mi ha telefonato da Palermo una cara amica (una compagna) per chiedermi se avevo ricevuto il suo ultimo libro e per darmi una notizia triste: ‘E morto all’alba Aldo Natoli.’

Aveva 98 anni e forse, anche senza forse, era il suo tempo. Ma il vuoto che lascia è ancora più grande perchè pensando a chi avrebbe potuto farne per il giornale un ricordo mi sono resa conto che di quei comunisti che, oggettivamente, hano fatto la storia del nostro Paese ne rimangono soltanto un pugno, tutti suoi coetanei e non troppo in forze. Mi riferisco a Pietro Ingrao, Giovanni Berlinguer, Aldo Tortorella, Rossana Rossanda (lei no, è assai più ‘arzilla’), e…gli altri sono andati lasciandoci in eredità i loro bistrattati ideali, oggi calpestati e sviliti accostati alle beceraggini di questa Seconda Repubblica.

Ora io non so dire, forse voi più di me, perché quella piccola, luminosa falce nel cielo mi abbia riportato indietro nel tempo ad un punto fermo, a una speranza piena di energia, alla mia incrollabile ‘militanza’, a quella che Pietro Ingrao definì “L’alta febbre del fare” – anche titolo di un suo ‘libretto’ di poesie, perchè lui si è sempre sentito un’anima poetica irretita dalla politica , dedicata ad un partito -al ‘mio’ partito, il Pci, al suo faticoso cammino, ai traguardi conquistati, ai suoi inevitabili cambiamenti e – infine – alla sua totale, inarrestabile, assurda, disgregazione mentre questa notte moriva un uomo giusto; Aldo Natoli.

Senso di smarrimento,

Il 9 ottobre 1967 a La Higuera veniva assassinato Ernesto Che Guevara. 

 Moriva a 39 anni , cinque figli , due mogli , medico allergologo, cronista, guerrigliero, comandante , ex ministro, ma sopratutto rivoluzionario che non si vergognava a coniugare fermezza e tenerezza.

Ernesto Che Guevara, lettera ai figli, aprile 1965

  Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto,

se un giorno leggerete questa lettera, sarà perché non sono più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccoli non ricorderanno nulla. Vostro padre è stato un uomo che ha agito come pensava e di certo è stato coerente con le proprie idee.

Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura. Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, da solo, non vale nulla.

Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario.

Lo stesso giorno e lo stesso mese, il 9 novembre, , entrambi morirono, Aldo Natoli oggi, troppi anni fà Ernesto detto il Che; morirono in terre diverse e lontane, tesi a realizzare un unico  sogno universale di eguaglianza. Buon viaggio Aldo, qui noi, alcuni di noi,  cercheranno di seguire i vostri insegnamenti.