Sirene: essere, non essere?

 

 

 

 

 

Ci fù una sequenza di piccoli baci esplorativi, dolce-amari come il caramellato della  crema catalana, dei puntini di sospensione…  un  tacito appuntamento.

 Non un invito e neppure una preghiera.

 

Nel tepore sgualcito del risveglio,  gli occhi ancora chiusi, stendere le gambe, azzardare pigramente un movimento dopo la prolungata posizione fetale, le ginocchia contro parete.

  

Una gamba sopra l’altra, una lunga carezza,  cosce tornite,  pelle screziata dal sole,  il  corpo  scivola nell'abbraccio delle lenzuola.

 

Sperimentare  la solitudine .Nessun dolore.

 

 Strette,  le cosce  mutano in  superba, unica,  scintillante coda.

 

Sirena che riaffiora  bypassando la notte.

 

Come fanno  pipì le sirene?