Domandiamoci

 

 

 

 

Un libro che da qualche mese rimbalza sulle pagine dotte.

Un libro che uscirà in Italia nel 2011 pubblicato da Guanda.

Un libro che, come una bella donna di cui troppo si parla, quando sarà tuo(a) avrà perso parte del fascino della scoperta.

Un libro che ha stupito gli americani:  

stò parlando di “The Interrogative mood” di Padgett Powell che si è inventato un libro di ben 164 pagine di domande.  Solo domande che a mio parere sono molto ben concatenate e dunque definiscono anche un percorso interessante.

 

“La bellezza è quel centimetro quadro di pelle che vedete quando vi svegliate di fianco al vostro amore?”

(mmm penserei che è un  bell’esempio di domanda da applicare a noi stessi per  definire anche se il nostro bicchiere sentimentale è ancora mezzo pieno o mezzo vuoto)

 

”Cosa pensate se una mattina, mentre fate colazione, dalla finestra entrasse un aeroplanino di carta con scritto: torna a letto che è meglio?”

(una domanda apparentemente alla Woody Allen ma  penserei alla fortuna di non trovarmi a New York e che l’11 settembre è fisicamente accaduto)

 

“Quando spegnete la luce com’è il percepito?”

(una domanda un po’ inquietante; una domanda che fa parte del mio rituale serale che con lo spegnere della luce accende un caleidoscopio di immagini della giornata appena trascorsa. E si chiude con la percezione della presenza di mia madre, sempre.)

 

Vi andrebbe di ragionare anche voi su questi interrogativi?

 

 

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