In questo mondo di ladri

 

 

“Sei dolcissimo”, disse la mamma a Ben mentre facevano una passeggiata per i campi verso sera, “sei dolcissimo e tanto carino, non c’è nessuno al mondo come te”.

“Davvero non c’è nessuno al mondo come me?” domando Ben.

“Certo che no” rispose la mamma “sei unico”.

…………..

“Allora di ogni persona ce n’è una sola al mondo?” domandò Ben.

“Sì, ce n’è solo una” disse la mamma.

“Ma io non voglio che al mondo ci sia soltanto uno come me”, protestò Ben

…………

“E perciò sono tutti soli?”
”Sono un po’ soli e anche un po’ insieme. Sono sia l’uno sia l’altro”.

“Ma come è possibile?”.

“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico e anche io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola”.

Allora abbracciami” disse Ben stringendosi alla mamma.

Lei lo tenne stretto a sé. Sentivo il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte.

“Adesso non sono solo” pensò mentre l’abbracciava, “adesso non sono solo. Adesso non sono solo”.

“Vedi”, gli sussurrò la mamma, “proprio per questo hanno inventato l’abbraccio”.

 

(anticipazione del nuovo libro di David Grossman)

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Ma allora – mi chiedo – se davvero potrebbe essere così semplice: un solo abbraccio a quietare l’animo, perchè tutti, ma proprio tutti, alternativamente, siamo, ci sentiamo, così tanto svuotati e tristi? A inseguire quell’abbraccio che non arriva e se arriva passa subito oltre?

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