Dalla culla alla tomba (dello stato sociale)

 

 

 

 Maurizio Sacconi  attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà mercoledì prossimo a Bruxelles per discutere l’adeguamento/allungamento dell’età pensionabile a 65 anni anche per le donne italiane: ce lo chiede l’ Europa, barbleu!

Per inciso, avete notato come ogni qual volta che ci vogliono propinare una pillola indigesta la giustificazione è sempre quella di  uniformarsi ad altri paesi (naturalmente più evoluti)?

 

Suvvia diciamola tutta, ogni paese ha un suo modus operandi e questo varia asseconda delle variabili.

Nello specifico la più parte dei paesi europei hanno ben altri sostegni, assai più mirati e consistenti, che agevolano le donne, dagli asili nido, agli aiuti economici, all’assistenza agli anziani.

E le donne, per finire, hanno quasi le stesse possibilità lavorative di successo proprio perché agevolate nella cura della famiglia.

 

Dalla culla alla tomba “ suona la  tromba della seppur flebile voce del  ministro Tremonti.

 

Ed in effetti è così.

In Italia dal momento che una donna pone amorevolmente nella culla il proprio infante, se ne fà fisicamente carico per la quasi totalità dell’esistenza (consorte o non consorte) perché senza la buena suerte si ritrova il bamboccione laureato,  con master(s) come se piovesse, ma senza uno straccio di lavoro,  a casa,  fino in tarda età.

 

Ma poi non dimentichiamo che la donna, una qualsiasi donna (italiana in questo caso), oltre che madre – a sua volta – è stata anche figlia e una volta cresciuta, alla soglia della sua stessa anzianità, proprio in concomitanza con la fatidica ‘età pensionabile’ dei 60 anni, comincia, inevitabilmente, per legge di natura,  a farsi  carico dell’assistenza e della cura  dei propri genitori per accompagnarli  nel modo più devoto  possibile, con grande dispendio di energie fisiche e psicologiche, alla tomba.

 

65 anni? Benissimo. Ce lo chiede l’Europa? Ottimo! Ma lo Stato italiano cosa e come garantirà  l’assistenza ai nostri vecchi mentre le donne continueranno ad  arrabattarsi per raggiungere l’età pensionabile tra figli disoccupati,  nipoti parcheggiati ad ore,  genitori non più autosufficienti?

 

Ah! La famiglia è un gran bene ma lo Stato continuerà a lucrare in un eterno status quo sui buoni sentimenti all’interno delle singole famiglie?