Rimini(scenze) al sapore di sale senza mare

 

 

Correvano gli anni Ottanta, anzi li ho visti volare.

 

Il fatto. Subito dopo l’estate una cara amica raccontò alla mia prozia (sorella di mio nonno) di avere visto l ‘ architetto suo marito da Sabatini di Ostia (molto noto e molto rinomato ristorante)  con una ragazza assai  giovane che prima aveva fatto il bagno e poi  pranzato in sua compagnia: “Sembravano molto intimi”, aggiunse.

La mia prozia Adolfina, che era una grande volpona, perfida e serafica rispose:

“Sì, sì,  spesso quando io vado a fare le cure termali  dorme anche a casa nostra.”

 

L’antefatto. Lo zio Mimmo era un gran bel signore un po’ avanti con gli anni (ora che ci penso ne doveva avere solo  una settantina), di grande cultura, grande affabulatore e amante della  buona tavola,  ma soffriva di cuore e dunque,  coincidendo il periodo con le ferie della domestica, a mia zia faceva piacere che io mi fermassi a dormire da loro ed io non avevo alcun problema, anzi!,  vivendo già all’epoca da sola.

 

La conclusione. Il mondo è pieno di brave persone solerti nel seminare vento (la calunnia è un venticello), in questo caso assolutamente gratuito.

 

 

 

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