Maggio rose e spose

 

 

Ogni r(sp)osa una spina

Era di gennaio. Avevamo deciso di sposarci il giorno del suo compleanno, una sorta di reciproco regalo ci sembrò allora.

Ammessi soltanto i genitori, i miei fratelli e i testimoni.

Io avevo scelto per l’occasione un vestito lunguette di velluto di seta grigio chiarissimo e sopra un poncho di ciniglia viola, il mio colore. Gli invitati erano vestiti altrettanto sobriamente.

Dimenticavo un bouquet di mughetti e rose bianche che riempi di profumo la sala comunale.

Dopo la cerimonia – con imprevisto tra il comico e il tragico visto che nessuno aveva pensato alle fedi nuziali e dunque mia madre, ricordandosi che dietro Botteghe Oscure c’era il negozio di un tappezziere,  si precipitò a comperare due anelli da tenda – finalmente asciugata qualche inevitabile lacrimuccia tutti a prendere un ricco cappuccino e poi, loro via al lavoro ed io a casa ad allattare il pargolo.

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Nessuna recriminazione oggi. Proprio come nei saggi proverbi popolari, il tempo lenisce ogni cosa. Il dolore passa e in ognuno di noi la forza della sopravvivenza porta prima a rimuovere e poi, piano piano, come fosse una caramella, a rielaborare il gusto buono di quello che ci siamo lasciati alle spalle.

Se così non fosse faremmo dei masochisti e avremmo soprattutto sciupato il tempo migliore.

Vi vedo già asciugarvi le lacrime..non è il caso.

Ma??? allora tutto questo rimembrare perchè?

Perché Maggio è il mese delle rose e delle spose e

Perché ho sempre dichiarato che la mia prossima volta sarebbe stata in pompa magna: abito bianco strascicoso con damigelle in rosa antico e…poco importa se nel corso degli anni al ‘papabile’ marito non ho mai pensato, o meglio, non ho ancora pensato.

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