Emergenza per Emergency

 

Non voglio entrare nelle polemiche pro o contro Emergency.

Ritengo anch’io che un fatto gravissimo sia accaduto e cioè che non si sia rispettato il principale ‘luogo sacro’ di ogni guerra: l’ ospedale e che all’interno di questo ospedale, per di più straniero e che porta avanti una missione umanitaria e di pace curando feriti senza chiedere né la loro nazionalità né il loro credo,   siano stati ‘sequestrati’ tre operatori  volontari, i-ta-lia-ni.

 

Trovo sia un atto di orribile  sciacallaggio che  in un momento tanto delicato,  con rinnovata recrudescenza di illazioni, si vada a colpire Gino Strada  per posizioni e atteggiamenti poco chiari o non del tutto condivisibili.

 

Nel Palazzo è scontro, in particolare, tra l'Italia dei Valori e il Pdl (del Pd si avverte il fragoroso silenzio).

Per l'eurodeputato Pino Arlacchi, "se il governo è debole con Kabul, si muova l'Europa".
L'Onu è intervenuto chiedendo alle autorità afghane una indagine "rapida e accurata" sui tre medici. In un comunicato, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite a Kabul  ha auspicato "che questi arresti siano frutto di un serio malinteso".

 

Grande fermento, dunque. Ma  ciò che mi martella nella testa è la dichiarazione di Gino Strada ad Affaritalia.it:

 

"Fossero stati tre cittadini americani erano liberi in tre minuti. Fossero stati tre cittadini tedeschi, francesi, spagnoli o dei paesi scandinavi erano liberi in quattro minuti. Gli italiani invece si può lasciarli lì per giorni senza nemmeno vedere un avvocato".

 

Tirate voi le somme sul peso politico di questo nostro governo nel mondo.

 

Vi lascio e mi spiace che non sarò a Roma  sabato.

 

Teresa Sarti Strada, front woman di Emergency