relatività delle regole

 

 

 “L’arte e la parte insieme mi autorizzano ad affermare che votare scheda bianca è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell’altra, O di lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro dell’interno, ritenendo di aver udito male, Ho detto che votare scheda bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da parte di chi l’ha fatto, Come osa, in pieno consiglio del governo, pronunciare una simile barbarità antidemocratica, dovrebbe vergognarsi, non sembra neanche un ministro della giustizia, sbottò quello della difesa.”

 Saggio sulla lucidità,  José Saramago

.

Superfluo dire quanto sia intensa e profonda la scrittura, di questo ‘pezzo da novanta’  premio Nobel della letteratura.

Mi ha sorpresa l’attualità (sapientemente voluta, ovvio)  della figura dei  “biancosi” che sconvolgono il sistema politico di una nazione,  perchè in larghissima parte scelgono di depositare una scheda bianca nell’urna, a conclusione di una tormentata tornata elettorale.

Saramago lucidamente – senza se e senza ma – ci ‘racconta’  come una popolazione scoraggiata e disillusa possa arrivare con un invisibile  passaparola a questa scelta tanto estrema quanto legale.

 

“Un’analisi impietosa, dura, caustica e pessimista del sistema delle democrazie occidentali, una denuncia critica e tristemente ironica delle armi che la democrazia usa per difendere sé stessa, una teorizzazione della possibile autonomia ‘anarchica’ di una città che non porta affatto allo sfacelo.”

 

Imperdibile, come sempre. Una ragione di più (e non ne servono molte) per esercitare il nostro dovere di cittadini proprio quando i nostri diritti vengono

spudoratamente  disattesi anche sovvertendo le regole.

 

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37 thoughts on “relatività delle regole

  1. Leslunatique ha detto:

    Qui si dipingono, con pennelli delicati, splendidi ritratti di parole

    Lunatique*

  2. Soulboarder ha detto:

    Ho letto due volte il post e mi scuso, non ci ho capito nulla. Se però il senso è la disaffezione alla politica, beh penso che sia legittima in questo caos. Però so benissimo che non la pensiamo allo stesso modo, sicché.. ;-)) Aloha

  3. MauroPiadi ha detto:

    Una grande iniezione di speranza, un romanzo politico nel senso più alto del termine: una fraternitas che spezza i disegni del potere, una protesta, in questo caso senza bandiere, che fa breccia in tutti coloro che non hanno rinnegato le proprie convinzioni, una luce bianca che riverbera su un’intera città, la quale dimostra di poter fare a meno del potere e del suo cinismo.

     

    Maurochel'halettoeapprezzato

  4. sherazade2005 ha detto:

    lunatique,
    ìsplendidi ritratti di parole, è vero a seguire come perle.

    sherasottolapioggiabattentenienteprimavera

  5. sherazade2005 ha detto:

    Caro mr.soul

    su una cosa siamo d'accordo che siamo alla disaffezione totale e un uomo attivo e 'coraggioso', onesto  come te come puo' adattarsi passivamente alle non-scelte altrui fatte di (porco) comodo?

    sherapensierosaperiltemporomanoedunquedellamontagnatuttobene?

  6. sherazade2005 ha detto:

    mauro

    e se dicessi che non ne avevo dubbi?

    sheracomediretuttelestradeportanoaromaeromalmauropensiero

  7. anonimo ha detto:

    Riporto parte di un articolo di

     Fabio Mussi, Sinistra, ecologia, libertà, è netto. 

    Ha ragione Alfredo Reichlin: è un nuovo 8 settembre. E come 60 anni fa non si poteva essere democratici senza essere antifascisti, oggi non si può essere democratici senza essere antiberlusconiani». 
    Democrazia a rischio?
     «Sì un 8 settembre, una notte della Repubblica. Siamo su un piano inclinato su cui rotolano i valori della domocrazia. Il rischio è altissimo. C’è una crisi politica, culturale, economica. Il disfacimento delle coscienze. Un governo che per riparare a errori dei partiti che lo sostengono vara una legge elettorale non ha precendenti nella storia delle democrazie occidentali. E non è un decreto interpretativo, come ha detto bene Zagrebelsky quella dell’interpretazione è una foglia di fico ipocrita».

  8. MauroPiadi ha detto:

    Che dici, Shera, è il caso di riassumere, per chi non l'avesse letto, la trama del libro di Saramago? 

    Così magari la discussione si allarga…

    Maurochevolendocimettedieciminuti

  9. stefanover ha detto:

    lo sapevo.
    l'ho sempre saputo.
    la matematica è un'opinione !

  10. anneheche ha detto:

    Una stupenda allegoria della realtà.
    Buona serata 🙂

  11. MauroPiadi ha detto:

    Si dice che chi tace acconsente… 

    Il romanzo si svolge nella capitale di un paese imprecisato. Tre partiti si contendono il potere: uno di destra, uno di centro e uno di sinistra. In una tornata elettorale avviene un fatto senza precedenti: oltre il 70% delle schede risulta bianca. Le elezioni vanno rifatte. Il secondo scrutinio, tuttavia, è ancor più devastante del primo: oltre l'80% sono schede bianche.
    La reazione del potere non si fa attendere: all’iniziale sconcerto segue il ritiro di tutti gli apparati governativi. Nel frattempo, però, la vita nella città continua come prima, anzi, forse meglio.
    Il governo decide allora di organizzare un falso attentato, ma la città non cade nella provocazione e il governo invia un commissario di polizia con l'incarico di scoprire (!) gli attentatori.
    Lo stesso governo è costretto a confrontarsi, per la prima volta, con il fatto che esiste e che esercita il potere solamente nella misura in cui è riconosciuto dai suoi cittadini, che respingono in toto la struttura della decisione, la struttura della rappresentatività, cioè la democrazia, e lo fanno con uno strumento che è offerto dalla democrazia stessa.
    Quindi, la conclusione è che ogni democrazia contiene in sé un potenziale autodistruttivo enorme (la scheda bianca) che può essere attivato da un meccanismo collettivo ispirato dalla lucidità, ovvero dalla consapevolezza che il voto è diventato un atto vuoto e inutile, dal momento che chi vota non può in alcun modo influire sulla realtà, stretta nella morsa delle varie collusioni politico-economico-mediatiche che governano ogni aspetto della vita pubblica.

    C'è una poesia satirica di Brecht, dedicata ai moti operai del giugno-luglio 1953 nella Germania orientale, che recita così:

    Dopo la rivolta del 17 giugno
    il segretario dell’Unione degli scrittori
    fece distribuire nella Stalinallee dei volantini
    sui quali si poteva leggere che il popolo
    si era giocata la fiducia del governo
    e la poteva riconquistare soltanto
    raddoppiando il lavoro. Non sarebbe
    più semplice, allora, che il governo
    sciogliesse il popolo e
    ne eleggesse un altro?

    Maurochesperadinonaveresagerato

  12. kinglear ha detto:

    Non è da molto che Einaudi (vedi alla voce Mondadori/Berlusconi) ha rifiutato di pubblicare il diario si Josè Saramago perché contiene precise accuse alla politica berlusconiana. Il caso fece scandalo, tra gli addetti. Il libro fu poi pubblicato da un altro editore. Ciò la dice lunga circa il monopolio che Berlusconi ha sull'informazione. Il fatto che Einaudi si è rifiutata recisamente di pubblicare Saramago ci fa capire anche quanto Berlusconi teme l'opinione altrui, che viene da fuori. Berlusconi fa la voce grossa qui in Italia. Non può farla altrove. Tra l'altro Saramago indicava Di Pietro come la sola possibiità per l'Italia di uscire da uno stato di regime (direi conclamato a questo punto, dopo l'ennesima baruffa che Berlusconi sta tirando su insieme ai suoi).

    Leggere Saramago oggi, e non solo per il "Saggio sulla lucidità", è imperativo: ogni romanzo dell'autore portoghese è una precisa disamina della storia, della civiltà, dei sentimenti che muovono l'universo uomo.

    beppe

  13. sherazade2005 ha detto:

    peppe

    'sfondi' una porta aperta su tutta la linea.
    Qualche giorno fà nonostante la fretta sono rimasta in macchina perchè trasmettevano proprio un'intervista a Saramago  e da quella ho tratto lo spunto al "Saggio".
    Pensate che l'intervistatore gli ha chiesto che ne pensasse che in Italia il primo in classifica era Moccia e se lo conosceva.
    Seraficamente ha risposto di no ma che cmq ogni tempo è portatore di pensiero (per fortuna nostra, aggiungo io, NON unico).

    sherauncaroabbraccio

  14. sherazade2005 ha detto:

    Mauro

    quando si dice avere amici validi. Grazie, spero che tutti/e possano meglio apprezzare il mio intricato post.

    sherall'onordelverobuttailsassoenascondelamaninasanta

  15. sherazade2005 ha detto:

    anneheche

    grazie e buona serata anche attè.

    Stefano

    ho comprato una borsetta che farebbe la tua gioia (oltre che la mia) in pelle u-ma-na al cientoperciento  ma i manici in similpelle.

    sheradirefarebaciareletteraesoprattuttotestamentoxlastanchezza

  16. antares666 ha detto:

    Ti ringrazio del bizzarro dolciume 🙂
    Un abbraccio e buona settimana anche a te, carissima

  17. romanticaperla ha detto:
  18. MauroPiadi ha detto:

    Ma non ti preoccupare, c'è qualcheduno che raccoglie il sasso e lo depone dov'è opportuno… 

    Maurosempreprontoallabisogna

  19. sherazade2005 ha detto:

    e piove e piove..infuria la bufera, scarpe rotte (non proprio).

    sheraossignurvolareèunoscherzomasfrecciaremetteunbrividino

  20. MauroPiadi ha detto:

    Dài, dài, che sarà, al massimo un paio d'ore di ritardo… 

    Maurochetimettecoraggio…

  21. azalearossa1958 ha detto:

    Ma se esercitare il nostro dovere dovesse rivelarsi alquanto impossibile per mancanza… diciamo così, di materia prima su cui lavorare? Di facce pulite? Di menti pure? Di persone perbene?
    Se la fiducia ormai se n'è andata in ferie non si sa dove e uno non sa come fare per recuperarla?

    Azaleacheèstufadiprenderloinquelpostoedidoverpurediregrazie

  22. iolosoxchecero ha detto:

    alle volte la tentazione di lasciare una scheda bianca c'è, perché non ti senti rappresentato da nessuno e non puoi andare avanti con "il male minore". Però in questo specifico momento serve una presa di posizione netta, perché di sconcerto in giro ce n'è pure troppo. Voglio proprio vedere chi si presenterà alla manifestazione del 20 marzo…

  23. avante ha detto:

    Stavolta parto da un passivo di  9 a O.
    Niente Ovrebo, niente  moviola , niente scuse solo  una partita impostata e  di conseguenza giocata male, quindi niente appello, niente piazza,niente di niente.
    Il problema(e la differenza) è che i marziani non esistono mentre  gli uomini eccome.Non ci vuole tanto a giungere a queste riflessioni che  come  le  ciliegie una  tira l'altra mi  trascinerà ora in una marmellata concettuale.Punto 1 perchè gli imperativi piacciono così tanto agli imperfetti?Punto 2: Urge rimettere subito modelli positivi  emulabili.Intellettuali con senso civico e non veline o  imprenditori ricamati alla meno peggio.Chiunque può illudersi di diventare ricco ,vincere un oscar, un telegatto o sposare un magnate, in pochissimi però possono  sperare di scrivere"storia dell'assedio di Lisbona".
    Arrivare a tanto mi pare troppo allora  bisogna  abbassare il tiro, mettiamo  l'asticella   a misura   Caromagno in una vaudevilla di litigi e ripicche  con contorno di grande collera.
    In tutto  questo marasma possiamo pure  essere d'accordo sul prolungamento dell'inverno,sui giorni propizi-manca soltanto un elogio di Bruto- per  gridare al golpe  nazionale ,  ma sinceramente continuare nell'illusoria discutidora a proposito della meglio democrazia  mi  pare
    troppo.Per capirci, anche dei santi civici.

    Eppureilbiancoèunbelcoloreaqualsiasilatitudinepeccatoperchinonriesceavederlo

  24. stefanover ha detto:

    seeeh…
    andare per annullare la scheda o buttarla bianca è proprio inutile.
    ho fatto lo scrutatore per diverse volte…le schede bianche vengono
    contate ed accantonate per prime, le schede nulle (quelle dove c'è scritto
    "ladri" "buffoni", o cose del genere), non vengono nemmeno lette,
    finiscono nel mucchio di quelle dove la gente ha sbadatamente
    evidenziato il simbolo con la propria biro, o cose del genere…
    meglio, moooolto meglio stare direttamente a casa.
    si risparmia tempo, denaro, e mortificazioni…
    (la russa dopo il suo "cordiale" intervento, prenderà una marea
    di voti… noi italiani siamo purtroppo fatti così…!)
    forti con i deboli e deboli con i forti.

  25. sherazade2005 ha detto:

    Fortunosamente rientrata scavalcando scioperi, megaritardi, neeeve
    e…….lo sapevate che a Parma oltre al famosissimo Parmigiano ch'è un

    tal Parmigianino

    e che per quel che ho visto avrebbe titolo a essere Parmigianone, e non si gratta sui tortelli, nè viene servito in grandi forme ma …
    insomma per dire che ho fatto anche un brave visita 'culturale' alla Galleria nazionale.

    sherachemeravigliapoterguardareaunmetrodidistanza

  26. MauroPiadi ha detto:

    Un po' troppo manierista per i miei gusti, ma ricco di effetti… 

    Maurounsalutodibentornata

  27. iolosoxchecero ha detto:

    bentornata carissima (al posto dei tacchi ti hanno messo le rotelle? Sei sempre in giro!!!!). Buon fine settimana di riposo!

  28. sherazade2005 ha detto:

    certo dopo un Raffaello o un Michelangelo. Cmp vederseli li davanti dopo una giornata di lavoro ( Galleria aperta 'solo' per noi) è stata una boccata di ossigeno e di bellezza grandiosa, ripeto, grandiosa.

    sheramisacheParlalavorròrivisitarexbenino

  29. MauroPiadi ha detto:

    Sono d'accordo; io pure Parma l'ho vista solo di sfuggita e m'è rimasta sul gozzo… 

  30. sherazade2005 ha detto:

    non mi piace il gozzo e poi dove ci vai? meglio un catamarano cabinato.

    sheraincaloclicemicovedemare

  31. MauroPiadi ha detto:

    Dici come questo?

    Maurochelosachequestononeracabinato… 

  32. romanticaperla ha detto:
  33. azalearossa1958 ha detto:

    Ma qui si va per mostre e per maree…………

    Gioia per gli occhi e per il cuore.

    Azaleapersanellabassapadana

  34. sherazade2005 ha detto:

    Scusatemi
    ho vanificato un cosi' bello e interessante scambio di idee con le mie scempiaggini, frutto di una grande fatica parolaia di due giorni pieni.

    sherarattrappitadalfreddocercalaprimaveradalbucodellaserratura

  35. RW2punto0 ha detto:

    Io credo che proprio nei momenti più bui, la risposta più alta che un cittadino può dare è quella di recarsi alle urne per esprimere il suo voto.

  36. sherazade2005 ha detto:

    RW2punto0

     
    io credo che non potevamo chiudere meglio questo post che si era un po' "sbracato" con il tuo pensiero. Grazie

    sheranientemanifestazionechèsisentedistruttasottountrenoenonsopra

  37. redcats ha detto:

     Dobbiamo votare, come dubitarne?   Comunque, per combattere l'astensionismo,nei seggi  saranno a disposizione mollette.Redcats

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