Oltre le nuvole, sapore di bacio

 

Seduta più o meno al solito posto ‘finestrino’  guardo la coltre ovattata e azzurrina delle nuvole che ci racchiudono mentre isolata nei miei pensieri mi ritrovo a inseguire il sapore di quel bacio.

 

Il cricetino nella mia mente comincia a scandagliare veloce tutte le possibili varianti. L’ha cercato nelle pagine dei libri, tra le poesie, tra i miei sonetti preferiti, ha controllato che non fosse caduto in mare, sepolto dal disordine di altri baci, ovunque. Eppure nessuno, proprio nessuno, era lui.

Ha ripassato – il cricetino – a memoria le canzoni, leit-motif di altri baci. Scandagliato velocissimo altri grandi baci cinematografici.

No! Del mio bacio, di quello che vado vagheggiando, nessuna traccia.

 

Il forte vento ha fatto sussultare l’aereo e il mio stomaco fa un salto mortale all’indietro. Montagne russe. Stringo forte le labbra, le bagno con la punta della lingua e improvvisamente ritrovo il suo sapore.

 

“Sapore di bacio”

 

“Ponete nella terrina del cuore un pizzico (quanto basta) di follia, aggiungete a piacere qualche parola appena sussurrata, amalgamate con 2 al massimo 3 carezze tra i capelli o… controllate che gli ingredienti si fondano pur mantenendo la loro fragranza, ponete cura a che il tremore interno non vi renda goffi, sorridete con gli occhi dell’anima, frullate il tutto e cominciate a gustarne lentamente il sapore, con un ultimo pizzico di dolcezza ma senza lasciare riposare.”

 

Il bacio, dice l’Artusi dell’amore, è la fragranza appetitosa sulle  nostre labbra. Leggero e delicato non deve mancare mai.

 

Sapore di bacio. Che buon sapore.