Niente è quel che sembra

 

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La tv non è una delle mie priorità. Sono una spettatrice randagia e umorale.

Dunque, anche una delle ultime persone ad avere ceduto alle pressanti lusinghe del ‘digitale terreste’.

Ora voi saprete, ma io l’ho scoperto in questi ultimi giorni di piogge torrenziali, che esistono altre rai  ed una è Rai4 dove fanno film di buon livello anche se vecchi.

Ieri sera ho (ri)visto un film da restare senza parole,  e nello stesso tempo sentire il bisogno di trattenerle oltre la fine.

“I cento passi”, un film sull’omicidio di mafia di  Peppino Impastato e sull’Italia tormentata e piena di fremiti vitali (ed è un controsenso parlare di vita quando questa vita si nutriva di un susseguirsi di morti violente che erano il frutto di grandi sogni spezzati).

Sono anni impastati di energia, di coraggio, di voglia di sfidare e di ribaltare il mondo nell’illusione di cambiarlo, di  sp(e)azzare via quella  politica omertosa della democrazia cristiana che nel boom economico degli anni sessanta aveva decretato il forte divario economico e sociale tra il nord e il sud.

Dare un nome al proprio destino. Ristabilire equilibri di equità e eguali opportunità.

Peppino era poco più che un ragazzo in uno sperduto paesino della Sicilia e non si piegò ai rituali di mafia dentro  la sua stessa famiglia. Gli fu concesso di vivere fino alla morte del padre.

Erano i tempi delle prime radio libere e lui era molto scomodo per i suoi interventi di condanna a Radio out;  cominciava a prendere piede la musica di Bob Marley,  led Zeppelin,  i Beatles cantavano ‘Let it be’ mentre l’America decimava i suoi ‘bravi ragazzi’ in Vietnam e i giovani di tutto il mondo continuavano a guardare fiduciosi  all’incanto dei  “tre giorni di pace e di musica” vissuti nel ’69 a Woodstock.

In coincidenza con la morte di Peppino, il giorno dopo veniva  fatto ritrovare, morto, il corpo di Aldo Moro davanti alla sede romana della democrazia cristiana.

Mia madre passò lì davanti come ogni mattina per andare a Botteghe Oscure.  

L’Italia guardava attonita.

Per Peppino Impastato (mentre negli anni a seguire la mafia inanellava morti su morti, tra soste opportune e recrudescenze crudeli) soltanto nel 2002, dopo un iter controverso e vergognoso, grazie all’impegno della madre, del fratello Giovanni e dell’Associazione Impastato,  Gaetano Badalamenti   fu condannato all’ergastolo.

 

Eppure, guardando muta  scorrere le immagini di tanto sconquasso, oggi, io rimpiango quel grande sogno di riscatto, che era anche il mio,  vissuto con un orgoglio e un entusiasmo che si sono consumati fino a spegnersi ma soprattutto che non sono in grado di trasmettere.

Ci sono stati rubati i nostri sogni e l’eredità dei nostri figli che passando in questa o in quella città, presto si troveranno non a ricordare  ‘i cento passi’ di Peppino Impastato ma, questo sì, a camminare su un pezzo di suolo pubblico intitolato a un condannato eccellente: Bettino Craxi, ma questa sarebbe un’altra storia.

 

Tutto scorre veloce con la speranza dell “Io speriamo che me la cavo” dei bambini di Marcello D’Otra.

 

 

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31 thoughts on “Niente è quel che sembra

  1. Simonedejenet ha detto:

    Sconfortante.

  2. ozne ha detto:

    Quanti sogni infranti, sono d’accordo.
    Enzochiamatoperlacenamasiriservadopoxuncommentopiùarticolato.
    Ciao, buona cena anche a te.

  3. ozne ha detto:

    Ricordo ancora la commozione di mio figlio quando a scuola proiettarono il film i cento passi e quanto ne avevamo discusso in casa sul fenomeno mafia e sul coraggio di persone quasi dimenticate. Penso anche ad Ambrosoli e a tanti altri che  per coerenza ed onestà intellettuale hanno messo in gioco la propria vita per uno stato nelle cui file serpeggiano stragisti, gentaccia senza scrupoli, mafiosi/collettibianchi che vivono nel potere e per il potere, disprezzando la gente comune per interesse e per convinzione.  Questa cultura dell’intrallazzo ha raggiunto il massimo della sublimazione con quel signore di milano che ottiene consensi sfruttando tutti i mezzi possibili, immaginabili e non, ma è oramai una malattia che ha colpito ed influenzato molti politici di qualsivoglia schieramento con i risultati che vediamo tutti i giorni. Confusione, imbarbarimento, trasversalismo mirato al consenso/arricchimento, dimenticando che si può fare il proprio dovere anche dall’opposizione, in un gioco perverso dove le figure quali Impastato e tanti altri  vengono umiliate, offese ed uccise decine di volte. Che vergogna, che delusione e che mortificazione per chi idealmente sperava in una società più giusta, più equa e complessivamente migliore. Forse è per questo che quando affronto questi discorsi provo un senso di smarrimento e di tristezza, la stessa tristezza che ho sentito mentre leggevo questo post. 
    Enzounpo’megliomaancoraallepreseconlastregachenonmolla. 

  4. ranafatata ha detto:

    Bello il film, e quasi (quasi) incredibile che si tratti di una storia vera. Era poco più di un ragazzo, Peppino Impastato, ma era un ragazzo che vedeva lontano, e che aveva la colpa di raccontare quello che vedeva, in una terra dove il silenzio può essere molto comodo…

  5. anonimo ha detto:

    ranuccia

    enzo

     non ho voluto elencare nomi su nomi di altre vittime  perché  con grande dolore e vergogna di casi aperti di  ‘morti ammazzati’ e relativi assassini ancora liberi ve ne sono molti.
    Ricordo un altro film “La vita spezzata” su di una ragazza di soli 17 anni – Graziella Campagna –  che con la mafia proprio non aveva nulla a che fare e neppure se ne interessava, lavorava in una tintoria di paese,  e tuttavia venne uccisa solo perchè poteva fare saltare la copertura di un mafioso avendone visto inavvertitamente la carta di identità. Correva l’anno 1985.
     
    Di cosa di parla oggi? Ancora oggi? Di ma-fia e dei grandi progressi che questo governo fa nel debellarla!!! Io mi chiedo come questo sia possibile quando molti dei nostri governanti (carità anche qui la lista sarebbe lunga e non vorrei privilegiare nessuno) hanno chi le mani legate chi le mani ‘in pasta’ con le mafie locali e internazionali???
     
    Sheranelfreddonordnordinattesadiunsalvatore

  6. ozne ha detto:

    Ricommento con un messaggetto privato.  Ciao
    Enzoindecisosuldafarsisemidaiilpermessocopioeincollodomani.

  7. Strato2006 ha detto:

    E’ vero, erano anni in cui si credeva ancora in qualcosa. E non era poco, se pensiamo al nichilismo di oggi. Quanto al digitale terrestre, sono più indietro di te 😉

  8. anonimo ha detto:

    Enzo

    sono fuori e non ho tempo per aprire splinder.
    Come ho detto da te ribadisco che qualsiasi idea ha diritto di replica nel limite del rispetto verbale e questo so non "ci" tange.

    sheranellanottedelnordavvoltolatanelpiumone

  9. anonimo ha detto:

    Molto accorate e molto vere, le tue riflessioni in margine alla visione di quel famoso film (che purtroppo non ho mai visto) sull’eroica vicenda umana, e sociale, e politica, del conduttore di Radio Out, Peppino Impastato.
    Se pensiamo che oggi dei parlamentari italiani, e addirittura il capo del governo, chiamano eroe un criminale mafioso come Mangano solo perché è morto senza averli danneggiati con le sue confessioni, viene voglia di gettare le armi, di dichiararsi sconfitti al potere delle mafie.

    Ma bisogna adattarsi al mutare dei tempi, cara amica: quell’ondata di passione ideale e ideologica giovanile appartiene al passato remoto, è vero, ma ugualmente il presente ci offre fermenti e occasioni, e formidabili strumenti, per riorganizzare le file di chi crede ancora nell’uomo, e nella possibilità di un riscatto dall’abiezione e dalla vigliaccheria.

    Non hanno ancora vinto.
    Franz

  10. evtngbutheshoes ha detto:

    Ohh ma che leggo! Pensa cara shersatellitata che manco a me ha mai convinto sto passaggio obbligato della TiVì, non lo capisco, però se mi oscurano  L’ispettore Barnaby lo accetto . io sono uan fan della 7 e del Piero Angela , non che dle suo figliolo, dopo questo tuo post molto sentito, ho un paio di ragioni in più per passare al digitale con meno astio.
    Cmq, non ho ancor acapito dive sta il trucco il tutto sto casino di passaggi, e perchè voialtri laggiù ci passate prima che noialtri quassù al freddo e alla nebbia?
    Come sta la sally?
    Passato bene le festività?
    Iniziato bene l’anno?

  11. iolosoxchecero ha detto:

    guarda, questo post mi è proprio piaciuto e non te lo dico tanto per dire. Il film l’ho visto anche io di recente, quindi ho ben presenti le emozioni, lo sdegno, la frustrazione e l’impotenza di cui parli tu. Tra l’altro pensare che ai nostri figli non lasceremo una memoria di Peppino Impastato ma di Craxi sì, mi disgusta oltre ogni immaginazione.  

  12. ozne ha detto:

    Conosco bene la storia di Graziella dalla lettura di un libro di Lucarelli da dove si evince l’incomprensibile pazzia del destino. Una povera ragazza al suo primo giorno di lavoro che inconsapevolmente entra in un vortice a circuito chiuso. Per combattere la mafia realmente bisognerebbe introdurre una legge che in america va sotto il nome di Racketing o qualcosa del genere con la quale il sindaco di New york ha incastrato Li Gotti e tutti i suoi accoliti. Sia ben chiaro andrebbe introdotto il concetto che la mafia-andrangheta-sacracorona e via dicendo non è costituita solo da 4 muratori, assassini prezzolati da 4 soldi, bensì dai loro mandanti, vedi colletti bianchi, vedi servizi segreti, vedi P2, vedi gli affaristi che appartengono a quell’aria clericale su cui non si può mai fare una indagine a causa del vergognoso concordato con la chiesa. Voglio dire che limitare lo studio del fenomeno solo agli esecutori materiali vuol dire parare il sedere a tutti i notabili, professionisti, politici che ci sguazzano fino al collo. Adesso mi prende lo scrupolo se pubblicare questo commento o meno e non vorrei essere stato troppo invadente. facciamo così, prima te lo spedisco con un messaggio privato e dopo decidiamo sul da farsi. Ciao Shera.
    Enzoeccomòciòerpermessoestregaquasidomata.

  13. romanticaperla ha detto:

    Io non ho mai visto quel film e mi sono documentata solo ora con le vostre
    risposte nei commenti.
    Graze!!

  14. KatherineM ha detto:

    Per fortuna resta sempre la speranza, che è l’unica cosa che ancora abbiamo…
    Io non ho visto il film e non credo che lo guarderò. Non me la sento…

  15. Soulboarder ha detto:

    Si, un film intenso, un’epoca comunque, come dici tu.
    Quanto al digitale ti consiglio Iris e RaiStoria, due canali da tenere sempre sott’occhio! 🙂
    Aloha

  16. ranafatata ha detto:

    Ciau, shera! Ti ho lasciato un PVT (per quando hai tempo e voglia). Baci!

  17. iolosoxchecero ha detto:

    sheratesoro, che fine hai fatto??? Ti lascio un salutino, spero di "leggerti" presto.

  18. anonimo ha detto:

    ioioiolos e tuttetutti

    purtroppo non posso rassicurarvi su una presentu lunga dipartita.

    Posso solo confermare che il mio primo pensiero dopo una giornata di lavoro (e cena inclusa) il mio desiderio subito dopo esseermi fiondata a leggerVI A VOI è di ………….

    sherasipotrebbefaredipiu’maxoravabeneanchecosi’

  19. romanticaperla ha detto:

     

  20. anonimo ha detto:

    Ce la caviamo….

    si dice che ciò che non uccide rafforzaitalia….

    ops,,, scusa mi è scappato 😀

    MarcodalfreddoNE

  21. ranafatata ha detto:

    Buongiorno, shera! PVT (piccolo) per te.

  22. antares666 ha detto:

    Un abbraccio e buon fine settimana a te, carissima!

  23. Medicineman ha detto:

     già.

  24. RW2punto0 ha detto:

    Un film che conosco molto bene. Fa parte della mia collezione di DVD… a mio avviso persino più intenso ed emozionante del film che Tullio Giordana diresse successivamente: La meglio gioventù.
    Interpretazione magnifica di Luigi Lo Cascio che restituisce una grandissima umanità e tenacia al personaggio di Peppino Impastato. Dovrebbero programmarlo nelle scuole per far capire ai ragazzi quelli che sono i veri eroi, perchè se capitasse loro di ascoltare il premier definire eroe un pluriomicida mafioso come Mangano, potrebbero restar confusi.

  25. Leslunatique ha detto:

    (tu sai) VOLARE (il) PROFONDO (fino al centro dell’) ANIMA

  26. musamalade ha detto:

    Un granello di zucchero fra labbra torbide d’un rigetto esorcizzato a stento.
    Candida e lieve, una madre.
    Ed una mano sul capo alle favole di noi bambine disilluse.

    E’ sempre un piacere leggerti.

  27. uvizzarru ha detto:

    Ciao Shera, altri tempi…

    Un abbraccio.

  28. sherazade2005 ha detto:

    Uvizz

    mahai cambiato l’avater e dunque? sei tornato?

    Musa

    grazie del complimento (nulla accade solo xcaso pero’) che rivela pero’ comunicazione reciproca. un bacio

    Leslunatique

    un fraseggio che utilizzo anche io spesso, grazie e bienvenu(e?)

    RW2punto0

    La Meglio gioventu’  è un film piu’ immediato e dunque ben venga se i più giovani riescono ad appassionarcisi tanto da desiderare un approfondimento.
    Mi viene in mente che mi piacerebbe parlare con te de La vita è bella e dei due schieramenti opposti che produsse (io fui da subito nettamente contraria) ma qui è fuori tema
    Purtroppo i ventenni (forse anche i trentenni) oggi hanno una grande confusione in testa perchè vale la legge del tutto e contrario di tutto.
    ANALIZZARE lo statista Craxi NON puo’ significare mistificazione al punto che seppure con due condanne passate in giudicato possa avere nel decennale della morte titolo all’apoteosi dei giudizi volti alla totale cancellazione dei suoi misfatti da lui stesso dichiarati perchè "io lh’ho fatto, lo confesso ma cosi’ fanno tutti!".
    E che dire di un presidente del consiglio come quello che ci ritroviamo? Quale insegnamenti morali trasmette il suo agire?

    mAdman

    gia’.

    MarcodelprofondoNE

    uffa sii serio once in a while specialmente ora

    Marco(Antares)
    un abbraccio

    sheraindaffarataconSallychenecombinacomeBerltoldomabuonaquandodorme


  29. Curiuos ha detto:

    io ho pianto. E piango ogni volta che vedo "I cento passi" ed ogni volta che inquadrano il corteo funebre pieno di ragazzi della mia età. Perché avevano il coraggio di sfidare a viso aperto la mafia rischiando ancor più di quello che rischiano oggi i ragazzi di "Addio Pizzo"

  30. avante ha detto:

    Il primo pensiero leggendoti è una liquida suggestione dei tuoi umori che salgono a galla in un crescendo struggente lamento e per la quale provo molto piacere a leggere.Cara Cherì; alla vita,al nostro vissuto,viene incontro la mancanza per godere di ciò che non c’è più ed è per questo che termini come naufragare , infrangere, perdere,smarrire,ai miei tempi costellano le pareti del nostro castello interiore.Ogni nostro mondo passato è un mondo ai margini che sta morendo, e lo si guarda impotenti a margine di tutti i mondi possibili.Voglio di proposito sfuggire agli indirizzi utili su dove e come bisogna guardare per vedere la speranza , epperò il secondo pensiero sorto in me è: vuoi vedere che la banda del male di oggi dopo aver preso una parte del passato è responsabile dei confini del nostro paradiso?
    Sui film ,io, alla lunga ho compreso una cosa;ovvero ciò che vedo rivela soltanto una parte artistica del fatto di cui trattano e sempre artisticamente si adoperano ad un nostro coinvolgimento in quel paesaggio di trasformazione dove vogliono inserire i nostri sensi.
     
    Buona serata ovunque ti trovi errabonda di una farfalla
     
     
    Ps. adesso ho poco tempo ma un commento sostanziale che raggruppi gli ultimi due post lo voglio fare ,non mi convincono tanto quei commenti

  31. sherazade2005 ha detto:

    sono al freddo e nello stesso al caldo come in un nido ovattato.
    Io apprezzo molto i film che nella crudele purezza delineano (sono presuntuosa non tanto me ma molto i giovani sprovveduti)  il pa(e)(s)saggio della Storia.
    Non è un caso caro AAA che il sottotitolo del mio blog – con qualche incursione altrove – è
    "Bring me a sunset in a cup" (‘ portami il tramonto in una tazza’ da una poesia di Emily Dickinson).

    Quell’energia e quel coraggio di ribaltare il mondo l’ho vissuto molto, ho avuto la fortuna di crederci. Mi ha formata: non ne faccio un fattore ideologico e basta ma una ragione forte di partecipazione: esserci.

    Ora un po’sono stanca e dunque la mia dialettica non è del tutto alla tua
    AAAltezza ma ti ringrazio molto per avere cosi’ ben xcepito il senso del non detto.

    sherasipuo’faredipiu’mailsonnol’assale

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