Cara AAAmica ti scrivo,

 

 

Carissima Aurora….
 

Qualcosa di buono l’ho fatta.

Una riconcilazione , uno stringersi quasi per mano con la cruda terra, anche se per poco è una buona cosa , è rigenerante, ed ha del riconciliante. Gli alberi di ulivo sono strani, se li osservi con attenzione da vicino vedi il tronco che comicia ad alzarsi verso il cielo si biforca in altri rami come tutti gli alberi , ma la stranezza sta nel vedere rami in salute e rami svuotati dentro, quasi privi di vita che a malapena si reggono e in un’intreccio assomigliante a coppe pronti a brindare invitano chi li degna d’ attenzione.  Il raccolto c’è stato, non è stato un granchè per la magra dell’annata ,ma c’è stato, col solito spasso,  col solito tornare ad essere fanciulli ,con le chiacchiere più strampalate fra una risata un monito e sproni alla mia lentezza . Per i bambini è stato un toccasana. Rotolarsi per i campi ,sporcarsi di terra, liberarsi da ogni rimprovero  ”non fate questo e non fate quest’altro ,attenti che vi fate male”  li rinvigorisce e poi vederli inseguirsi fra di loro con canne,  legni, tirarsi olive è un salto ai ricordi della mia infanzia.

Si aspettava la vendemmia come un evento sacrale  e quella fenomenale  ballata sull’uva dentro i tini per la spremitura, compito che spettava a noi piccoli ed alle donne. Poi c’erano le vespe,  le api,  i pungiglioni,  i pianti, i rimproveri,lo scappare di continuo , il mangiare per i campi,bere di nascosto il vino degli adulti, i quali portavano dei  fazzoletti annodatiche si calavano in testa  fieri come generali in alta uniforme,.E poi dormire tutti insieme, con i nonni,  gli zii , su letti preparati sopra la paglia con l’anziano del gruppo che faceva l’ultimo giro di ronda con le candele in mano per controllare tutto e tutti e poi il soffio sulla candela  che metteva fine alla giornata.

Tutto adesso è finito , non è rimasto nulla. Solo ricordi .

 Con un po’ della mia tristezza voglio augurarti una buona domenica.
 

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