Dolore. Nessun dolore.

 

Mi sto chiedendo… ma voi come affrontate il dolore? 

Esiste un metodo efficace ed infallibile? 

Vedete amici o vi imbottite di pasticche per non pensarci?

Vi rannicchiate in un angolo ed aspettate che passa?

Insomma voi come fate?

Come si fa a non soffrire per quel dolore che spacca il cuore e che ogni giorno diventa sempre più grande?

Dov’è il filo da tagliare per non sentire più nulla?

Ricordo il dolore per aver perso un amico e quello …..ricordo di esserci passato tante volte nella vita, ma non ricordo come ne sia uscito ogni volta fuori.

Si accettano consigli.

                                                                   

Questo post non è ‘farina del mio sacco’ Ma ho chiesto a Stefano : http://ombra.ilcannocchiale.it/ di poterlo utilizzare. Non credo che in questi giorni, e per molte vicende, mi possa venire in mente qlc di più frivolo o semplicemente di mio.

.

 

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19 thoughts on “Dolore. Nessun dolore.

  1. KatherineM ha detto:

    Non credo esistano metodi per affrontare il dolore in modo efficace. Spesso le persone mi dicono che sono forte, perchè pensano che io sappia affrontare con coraggio la mia situazione familiare, difficile da parecchi anni ormai. Io non credo affatto di essere forte, ne’ di essere brava o di aver trovato la soluzione ai problemi. Io credo che ogni persona in difficoltà, se non si butta da un dirupo o scappa lontano, riesca per forza a barcamenarsi per andare avanti salvando il salvabile. Spesso la forza viene dall’amore, quell’amore che spinge a ricambiare il bene ricevuto nonostante tutto e tutti, quell’amore che spinge a sorridere per non far soffrire le persone innocenti che ci sono accanto, che ci spinge a darci da fare per chi ci ama e ancora conta su di noi. Personalmente, ho cercato di non cadere in depressione dopo la morte di mio padre buttandomi nel lavoro fisico fino allo sfinimento, e così ha fatto mio marito. Abbiamo imbiancato, dipinto, cambiato tende e arredi, spostato e rispostato mobili, piantato, seminato, curato giardino e orto…Ogni sera arriviamo a metterci a letto così stanchi da addormentarci immediatamente, senza pensare a nulla. Eppure basta un momento libero, un attimo per riflettere e stare soli con se stessi che ecco riaffiorare il dolore, la sensazione di vuoto e di perdita, quel rimescolio interno che aggroviglia le budella e ti fa sentire uno straccio…
    L’unico modo è darsi da fare per andare avanti, buttarsi nella vita pensando che le persone che non ci sono più sarebbero fiere di noi, pensando che sarebbero felici di sapere che ci hanno insegnato una lezione di vita e che la loro parte migliore può ancora rivivere in noi.

  2. Simonedejenet ha detto:

    Dipende dai dolori. La perdita di un amico non ha cura, devi aspettare che passi.

  3. anonimo ha detto:

    Mi dispiace solo che ti rivedi in questo post, vorrei passasse presto, per tutti.

    -Ombra-

  4. ranafatata ha detto:

    Dubito che esista una soluzione “oggettiva”. Forse, è improbabile che esista anche una cura “soggettiva”, perché molto dipende dallo stato d’animo con cui arriviamo a vivere il dolore e dalla forza – che anche in virtù della situazione precedente abbiamo o non abbiamo – che riusciamo a investire per “guarire”. E anche dalla volontà di guarire. Da quello che succede il “giorno dopo” il dolore, e da chissà quante altre variabili imprevedibili. Ti lascio una frase letta molti anni fa che non ha mai smesso di colpirmi: “La douleur n’est pas un panier à deux anses. La douleur ne se porte pas à deux”. Purtroppo…

  5. avante ha detto:

    Siii; tu chiedi troppo.E’ vero che non tutto il mistero che alona il dolore può essere risolto con delle spiegazioni, se il riso lo si condivide il dolore no, ha un sapore intimistico.Tuttavia AAA è facile intuire, anche dall’esperienza comune, che spesso la persona che ha vissuto una prova ha una maturità, una profondità e una finezza difficilmente riscontrabili in chi ha avuto una vita facile e quieta.

    cosavuoichetidicanienteconsiglisolounpodisilenzioaspettandochepassi.
    buona serata

  6. romanticaperla ha detto:

    Chiedi una cosa difficilissima.

    La perdita di una persona cara deve portare alla depressione oltre che al dolore.
    Piano pianissimo,il tempo e chi ti vuole tanto bene e sopratutto tu se vuoi tanto bene a qualcuno ti aiuta a lenire il dolore perché dentro il cuore rimarrà sempre una ferita sanguinante e lacerata che non potrà mai rimarginarsi completamente.
    bisoussssss
    🙂 vany .

  7. sherazade2005 ha detto:

    Piano piano come un neonato sto sggendo le vostre parole mentre come una ‘poveralavoratrice’devo occuparmi d’altro.

    sheraunbaciodimattinachebuonsaporedopoilcappuccino

  8. evtngbutheshoes ha detto:

    SHERFILOSOFEGGIANTE son qua!

    Poni un quesito molto interessante a cui vorrei dare il mio contributo. Posso ripassare domani? Non mi garba dare risposte frettolose e semplicistiche in questi casi, spero mi perdonerai. un bacioneeeeee all’alga spirulina!!!
    ( oggi ho imparato a pastrocchiare con i trattamenti al viso)

  9. romanticaperla ha detto:

    Bacino
    🙂 vany

  10. Medicineman ha detto:

    ah, nessun trattamento efficace.
    il tempo, ed impegnare il cervello in maniera continuativa, questo può funzionare, almeno per me è così.

  11. sherazade2005 ha detto:

    Il dolore è una gran brutta bestia.
    Morde, rosica dentro, continua a ronzare senza sosta in sottofondo; rende ‘cattivi’ o apatici. Molti fanno del dolore la loro bandiera e in nome del dolore giustificano tutto.

    Kathy, conosco la tua situazione da tanti anni e negli anni ti ho seguita e sei la prima per-so-ma che mi ha accolto su Blogger nel 2004 quando ancora ero Alchimieperfette. Sono piemontese e il nostro carattere ci porta a tenerci tutti i nostri fardelli lontano dal clamore. Conosco te e la tua generosità verso tutti.
    E non c’è niente di più faticoso di essere tacciati per una donna ‘forte’ e mantenere fede, per amore dei nostri cari, a questa immagine. Parlo anche di me. solo che io a un certo punto mi sono ribellata, ho puntato i piedi e mi sono ri-presa il mio diritto a soffrire liberamente con tutta la mia debolezza.

    Ho sofferto fino al parossimo per un Amore, volevo morire, non riuscivo a non pensarci. Non bastava mio figlio, anche se era la mia unica ancora. MI sono salvata, ho imparato a ri-vivere attraverso l’analisi e lentamente dopo un anno ho cominciato a capire e accettarmi.

    Avantè
    anche con te ci conosciamo da tanti anni da quando tu eri Ras(acambra)ino e sai del mio dolore mai sopito per la perdita fisica di mia mamma.
    Forse c’è il momento della solitudine ma poi l’unico modo di esorcizzare il dolore è tirarlo fuori levargli il privilegio di invaderci per sempre, condividerlo. e questo lo dico anche alla cara, delicata,

    Ranafatata
    si puo’ (e rpt sarebbe necessario) condividere tutte le proprie emozioni ed nn credo che il dolore sia sempre e solo nostro.
    Quale che sia la soluzione – che ognuno di noi a tentoni cerca a misura o no della sua percezione della sofferenza – di sicuro non esistono ricette uniche nè antidoti.
    Se riconosciamo l’amicizia come un valore, ecco che il paniere torna ad avere i due manici e lo si tras-porta insieme con piu’ facilità.
    Io questo l’ho imparato dopo troppo tempo tenendo tutto dentro pur restando per gli altri punto di riferimento.

    Ombra
    fautore delle domande, Rana sottolinea l’importanza del volere superare il dolore e cedo che sia – al di là dei metodi – basilare per riappropriarci anche del ‘prima’ perchè un dolore nasce solo da un prima portatore di gioia ed è a quella serenità della gioia che noi dobbiamo puntare perchè diversamente nulla del nostro vissuto avrebbe senso.

    Vany,
    sei una fanciullina infiore arriverai ad avere delle cicatrici ma cerca di conservare il tuo cuore il piu’ a lungo possibile.

    sheraccidentimacomemièvenutoinmente

  12. evtngbutheshoes ha detto:

    SHERSHERAFICA!!
    Son quaz!
    Dunque. Non esiste una ricetta individuale per far fronte a questo. E’ una questione molto intima tra noi stessi e noi stessi. Quindi se siamo soliti scappare da noi la vedo molto dura darne fuori eh!
    Ci sono parecchie persone che si fanno l’anestesia per non sentire. Negano.Anche questo è un modo di affrontare il dolore. Discutibile. certo, come chi si riempie di ansiolitici, chi si fa venire l’ulcera psicosomatica e via dicendo.Ma , ripeto, sono metodi personali per difendersi e andare avanti, per lo meno cercare o illudersi di farlo.

    Posso dirti molto a grandi linee come faccio , ma la mia non è una verità assoluta. E’ solo la mia verità che va bene per me.
    Io lo accetto. Come parte integrante della mia vita.
    So che la vita mette tutti davanti a delle prove importanti di dolore.. Chi più chi meno .. le accetto. Ma non con rassegnazione e vittimismo,le accetto cercando di rendere costruttivi questi periodi di lutto, chiamiamoli così.
    Se sono triste sono triste senza tanto nasconderlo perchè è un mio diritto esserlo e perchè dovrei vergognarmene? Sono molto intimista, anche se non sembra sono un tipo che parla poco, quindi non cerco amici. Mi isolo, prendo ferie.. Se la cosa è talmente tanto seria chiedo l’aiuto di un bravo terapista che mi aiuti a rielaborare.
    Tutto qua.

  13. sherazade2005 ha detto:

    cara shoessina

    aspettavo te per chiudere con questo post che non ha riscosso molto successo (o forse il problema sono io???).
    Condivido il tuo ragionamento ma soprattutto la conclusione ci accomuna e, credo, a dispetto delle apparenze, un fondo di timidezza e di riservatezza soprattutto interiore. Sbaglio?

    E questo si conferma anche dalla tua scelta “di un bravo terapista” cui chiedere aiuto, un aiuto che torna utile quanto più siamo invischiati nel nostro non-ritorno.

    sheracchiappashoessinaechiudelaportadell’ufficioSTOP

  14. evtngbutheshoes ha detto:

    Ok hai stoppato ma concedimi di aggiungere che nella mia prima riga c’è scritta un’ oscenità : ” ricetta individuale” quando invece volevo dire collettiva….

    Il post dici non ha riscosso successo? ma quando mai il dolore trattato così come lo hai posto tu fa odiens?
    MAI! troppo scomodo così. Fa successo solo quando si può godere del male altrui.

    non solo intimistico o timido, ma penso che un pò di pudore, rispetto per i miei sentimenti e altrui ci voglia. In fondo, se ci pensiamo bene, perchè devo esternare cose per me importanti, quando la maggior parte degli ascoltatori non è predisposta all’ascolto anche involontariamente?
    Raccontarsi richiede un certo sforzo, come , si presume, lo richieda l’ascolto.
    vabbè, avevi stoppato.
    Buona fine settimana SHERSHERFREUD

  15. romanticaperla ha detto:
  16. anonimo ha detto:

    Vany

    un ottimo fine settembre, caldo e di sole, rientro ora da una passeggiata e un panino nel nostro mercatino rionale: piacevolissimo.

    sheraricambiaconaffetto

  17. anonimo ha detto:

    shoessy

    nessuna paura, credo, che tutti avessimo compreso il tuo lapsus :=)
    Quanto al ‘successo’ o meno di questo post era riferito al nostro piccolo mondo. Forse siamo un po’ stanchi?
    Hai ragione raccontarsi ed avere capacità di ascolto non è cosa semplice.
    Il mio ascolto è da (quasi) sempre molto attento e totale, quando al raccontarmi sto imparando a farlo certo non vox clamantis ma a alcune persone si, torna utile e aiuta nel tenere il paniere di
    Ranuccia
    in due.

    sheralsoleriverberatodallafinestraperta

  18. anonimo ha detto:

    Principessa ma ti avevo lasciato un commento…….???? dove è sparito :((((
    tu stai bene?
    Patri

  19. sherazade2005 ha detto:

    Pattiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    mandami due righe che ci mettiamo d’accordo :=)) Tanti baci

    urprincessxever

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