solo un saluto en passant

 

 

Sarei immodesta se dicessi di non esservi mancata. Vero?

Ho ripreso ieri sera con 38° (36 perceciti) possesso del patrio suolo. Adesso l’aria entra a folate da forno dalla finestra con le persiane abbassate. I pomodori del mio orto-giardino sono in piena maturazione.

Tante cose da raccontare. Le foto da scaricare tutte imbrigliate nel cellulare supersonico che ha fatto tilt nell’invio degli MMS.

Torno con un bagaglio di sofferenza e di dolore che supera, chiudendo gli occhi, le bellezze dei luoghi. Pietre, pietre ovunque, pietre antiche e macerie di ieri. Non è la stessa cosa che stare davanti alla tv all’ora di cena. La guerra ha un suo odore forte e si si sente ovunque.

Eppure i bambini giocano  (quelli israeliani con maggiore ‘tranquillità’ apparente)  le ragazze si innamorano e si sposano, fanno altri bambini, “come se”…e invece è su questa allocuzione “come se” che bisognerebbe porre una grande perchè è un errore madornale che toglie la sufficienza al grande tema della vita.

(E noi qui – (s)fortunati a leggere a puntate le ‘nefandezze’ di un figuro  senza pudore