TUTTI al MARE!

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(…) Paul Virilio (architetto e sociologo) che conosce per mestiere l’infinita sequenza dei disastri, sostiene che l’incidente è ciò che accade a noi tutti, propriamente l’incidente sarebbe il tempo stesso che passa, un tempo sempre più veloce, sempre più incalzante: il tempo è l’incidente degli incidenti.(…)

 

(…) La velocità ha trasformato radicalmente la vita umana, così che ci muoviamo di incidente in incidente.

In tutto questo la catastrofe divoratrice di vite umane di Viareggio, con le sue fiamme alte sopra i palazzi e case, si presenta come forma di un evento quassi inevitabile.

L’esplosione delle cisterne di gas è la rivelazione della potenzialità stessa dei nostri combustibili, così come le inondazioni evidenziano le potenzialità distruttive dell’acqua e i terremoti (L’Aquila è l’ultimo esempio di ‘ca(o)sa’ nostra, aggiungo di mio) la forza del movimento della terra.

Una prospettiva che rovescia la visione consueta delle cose  per cui l’incidente non è più l’eccezione e il controllo del mondo la norma, bensì l’incidente la sua (nuova) regola.”

La Stampa, 1.07.09,’La nostra Cernobyl quotidiana’ art. di Marco Belpoliti

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C’è una soluzione possibile? Possiamo pensare di rovesciare l’incidente imponendogli di tornare ad essere una possibilità remota e non la normalità?

Mi guardo intorno con sgomento e vi ho riportato le parole di un bell’ articolo di Marco Belpoliti “ perché io, nel mio pessimismo conclamato verso questo Governo, non vedo possibilità di soluzione se ai proclami enfatici del “tutto va alla grande” non opponiamo e mettiamo in conto la possibilità di guardare il disastro e rimboccarci le maniche anziché calarci le braghe dreaming la California nostrana del Billionaire e La Certosa, ma sempre da poveracci e cioè dal buco della serratura delle (sue) televisioni e della (sempre sua) editoria.

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6 thoughts on “TUTTI al MARE!

  1. Masso57 ha detto:

    ..ed i luoghi delle sempre più numerose disgrazie (legate alla presenza al potere di uno che non è propriamente un portafortuna) stravolti e ridotti a set per improbabili reality, sulla pelle di noi cittadini. Quando finirà l’ipnosi?
    Ottimo l’articolo, rende bene uno stato d0animo collettivo e diffuso

    maxcheleggedeldeficitalnovepercentoe pensaalbaratro

  2. anonimo ha detto:

    max

    maddai
    che sara’ mai? se non andremo al mare c’è sempre 3monti (battutaccia stupida).
    La Stampa rende visibili gli arretrati dopo 7gg. ti consiglio tutto l’articolo perchè il discorso è – ovviamente – molto più articolato.

    sheraPerugiaocaranoiri-vedremooosperiamosenzabaratriaggiuntivi

  3. Soulboarder ha detto:

    Personalmente ho fatto intenzionalmente un sacco di cose rischiose nella mia vita. Qualche volta sono stato pure incosciente, ma ero molto giovane… In tutti questi casi ho sempre messo in conto l’incidente, come è ovvio. Non ho mai preteso una immunità assoluta da errori e disattenzioni anche se sono stato sempre con tanto d’occhi aperti! Ma la vita ci insegna che l’incidente è spesso dietro l’angolo ad aspettarci: come dicono gli anglosassoni, shit happens! Aloha

  4. Simonedejenet ha detto:

    Strano, quell’articolo l’ho guardato a lungo, e poi ho rinunciato a leggerlo. Se il problema fosse solo questo, pessimo, governo che ci ritroviamo, basterebbe emigrare. Air France, Nasdaq e company, purtroppo, ci fanno rinunciare anche a quello.

  5. antares666 ha detto:

    Associo Virilio a un momento molto brutto della mia vita. Però non mi sento di dargli torto: la Bomba Informatica è una triste realtà che non ammette via di fuga. Io stesso ne sono vittima, e il dissolvimento ontologico mi aspetta. Va però detto che ne sono pienamente consapevole.
    Ti ringrazio della segnalazione cinematografica 🙂
    Un forte abbraccio e buon fine settimana!
    Marco

  6. romanticaperla ha detto:

    Gli incidenti sono conseguenza di errori o fatalità.
    Ci saranno sempre anche quando noi non ci saremo più.

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