Rapporto Censis 2007:

 

 

Uomini e quaquaraquà

 

“…l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… Anche lei, disse il capitano con una certa emozione.”

Leonardo Sciascia  – "Il giorno della civetta”.

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Un libro controverso,  anticipatore,  che suscitò molto clamore e prese di posizione da parte di altri grandi scrittori schieratisi  pro o contro e ne continuarono a discutere anche dopo la  morte di Sciascia.

 

Vi consegno il “Il giorno della civetta”  con non poca amarezza.

E nel  constatare quanto calzante,  e tristemente attuale, sia – ancora, soprattutto oggi – la geniale suddivisione per categorie,   mi chiedo e vi chiedo quale la proporzione in questo mondo inquinato e acquitrinoso tra quaquaraquà e  uomini?

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