Sebben che siamo donne, paura…

 

 

Raccogliamoci tutte in un roboante silenzio meditativo (chi siamo, dove siamo e dove andiamo) nel tentativo di dipanare la ‘favola bella’ nella quale ci immerge l’evento mediatico di Milano Moda.

 

“Raffinata e guerriera

Ogni giorno

Sul fronte della vita..”

 

e ancora

 

“Sensuale e raffinata”(G.  ‘tra sete e pitoni’).

 

“Stringhe altissime esagerate. Sono così le scarpe” ove i tacchi toccano la vertigine dei 18cm. cosicché per camminare meglio, ovvero stare in precario equilibrio si inaugurano  in parallelo dei corsi per una ‘camminata sicura’. Bisognerà, mi domando, esibire ad un solerte vigilante – ove richiesto –  il patentino conseguito? Verrà venduto con le scarpe un manuale d’uso in rapporto all’altezza al peso ecc.ecc.?

 

Il mio ‘comodo’ zainetto diventa un must accompagnarlo a ‘vestiti di voile, tulle, raso, chiffon, che creeranno un sensualissimo turbinio sul motorino per la gioia dei voyeurs e l’ilarità dei passanti.

Ma, forse a cotanto leggiadro abbigliamenti più si addice la

 

“borsa Alba” una rivisitazione anni ‘70 in materiali preziosi quali struzzo e (dinuovo) pitone.

 

Ma ci sarà per la parte guerriera la donna Kombat e i suoi ‘pantaloni con tasche, borse d’assalto, e giubbino in…pitone’, porello lui.

 

Mi fermo, davvero non posso andare oltre perché capisco tutto. Il made in Italy è trainante nella nostra economia. Capisco il gioco, il sogno, la provocazione ma per piacere perché tutto – sempre – avviene sulla pelle delle donne?

 

Meno male che almeno Roberto Cavalli si distingue e vola (lui) alto e tuona: “Se penso all’Alitalia mi vergogno di essere italiano".

 

Io, guardando a tutto questo baillame mi vergogno due volte: come donna e come italiana.

Anzi mi ci incazzo proprio.