Un caldo abbraccio avvolgente.

 

 

 

Sento prepotente la voglia di leggerezza.

 

Atteggio il viso a un sorriso che riesce faticoso alle mascelle.

Ricordo mia nonna che mi diceva:  “Sorridi! Passa l’angelo e dice Amen” ma io credo che il mio sorriso assomigli molto a quello di certe signore sulle quali è passata la mano del bisturi o del botulino.

 

Leggo cose che mi straniscono.

 

Vengo dileggiata da amici/nemici per via del nuovo looft che uolter ha comprato a New York, quasi che i soldini li abbia messi io.

 

Una amica carissima ha fatto in modo di tagliare tutti i ponti per una futilità e per vie traverse mi fa sapere che sta male e non sopporta il mio senso ‘materno’ (sic).

 

All right! Senso materno che per me è sempre stato semplice, spesso faticoso,  coinvolgimento nel bene e nel male delle mie amicizie. Senso materno che si esprime nel dialogo e nel cercare insieme soluzioni? Senso materno (forse troppo ingombrante) rispedito al mittente  che per me – ripeto – si identifica solo in un profondo senso dell’amicizia e persino nella conoscenza di una persona.

Strano però – mi dico – come questo giudizio, che potrebbe anche essere visto come positivo, mi turbi. Senso materno che corrisponde a un’invasione di campo? o al concetto premio/punizione, approvazione/disapprovazione?

E ancor più strano è che caratterialmente sono fondamentalmente insicura e bisognosa di conferme.

Strana la vita, che a volte gira storta, e come un buon giudizio avventato ti si ritorca contro.

 

Sento forte il bisogno di un caldo abbraccio, avvolgente, materno, e non vi è giorno che non lo rimpianga. Molto.