Bugie o mezze verità?

 

 

Ecco, l’ho fatto. Di nuovo. Spudoratamente, senza vergogna,  senza ragione e quindi ancora più grave nella sua inutile stupidità.

 

Ho detto una bugia.

Eppure quando poco fa mi passavo sul viso arrossato una cremina lenitiva lo specchio rifletteva l’espressione ‘goduta’ di una che proprio di sensi di colpa non aveva memoria.

 

Ebbene sì. Stamattina ho chiamato in ufficio e questo ho detto: “Oggi non vengo perché devo fare il tagliando alla macchina. Se necessario passatemi le ‘emergenze’ sul cellulare.” Clik.

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Di tagliando si trattava in effetti ma del mio. Il freddo di ieri sera a Capannelle, un freddo umido che – finita l’emozione della musica di Fiorella Mannoia – , dicevo il freddo umido che infiltratosi nelle ossa stattina quasi me le faceva cigolare. Potevo restare così?

 

Sono andata al mare.

Ora mi sento davvero una meraviglia, il corpo levigato, tonico, di un bel color brunito ravvivato dal sole e fissato  dalla brezzolina in riva al mare.

 

Lo so, capisco, dire le bugie è peccato ma il vero peccato sarebbe stato non volermi bene.E se cosi’ non fosse come potrei amare il prox mio come mestessa? Dunque, una bugia lungimirante e a fin di bene è ammessa?

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Il prossimo tagliando, quello ufficiale (sempre mio) a fine settimana.

 

Vi prego, la vostra assoluzione e a suffragarla una vostra bugia..veniale.