e-mail a un amico…un anno di più

 

 

 

Ti ho mandato una delle mie non insolite e-mail un po’ piccata per il tuo silenzio fuori tempo.

Mi hai risposto. Tua madre è morta a maggio.

Attimi di sospensione. Transfert. Mi si è appannata la vista ed il cuore a cominciato a battere lentissimo e forte.

Capisco tu me l’abbia taciuto. Sei di animo gentile, tu. Perché  troppo viva continua ad essere in me la sofferenza grande di quel vuoto fisico fatto di voci e di consuetudini, di ‘scazzi’ anche,  che venivano presto dimenticati senza gerarchie in forza dell’amore che ci legava, noi, madre e figlia, così diverse e così unite.

 

A giorni sarà il mio compleanno e a seguire quello di Luca.

Riprenderemo  la nostra abitudine di una festa comune, cancellata in questi ultimi anni Non sentita perché alla fine non ci sarebbero state le sue due crostate dure come freezzby da tagliare con lo scalpello.

Sono nati quattro piccolini in questi 4 anni e Chiara ne ha 7.

 

Io mi esibirò in anonime, bellissime, morbide crostate con marmellata di stagione (pesche, albicocche, prugne, fischi, di tutti un po’) che ieri bolliva lenta nel pentolone.

 

Vedo il suo sorriso  compiaciuto, sento già tutta l’approvazione per questa sua ‘figlietta’ farfalla che ogni tanto si scorda di volare.

Grazie caro amico per avermi ricordato che la solitudine a volte è mancanza di lungimiranza ma poffarbacco!  quel suo bacio lieve sulla fronte quanto mi manca.

 

Il mio blog è anche questo: torciglioni forti di pancia.

Quante scrostate? E bicchieri? Chi porta cosa?

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