Morire a Verona

 

 

Per Nicola

No quiero consuelos

No!

No quiero

consuelos

A mi pena.

Quiero

concielo

a mi dolor.

Quiero

volar contigo

con tus alas

con tus ganas

en tu suelo

y en tu sol.

Non voglio lasciarmi prendere da una paura disfattista ma ho paura.

Tremo per questa società imbarbarita dove l’arroganza e l’ignoranza del ‘gruppo’ famelico arriva a massacrare e uccidere  di botte per una sigaretta negata.

Non voglio essere una Cassandra dell’ultim’ora,  tuttavia penso fortemente, che se si continuerà all’infinito a rimuovere (in lunghi analiti di buonismo)  le implicazioni pesanti che nella storia italiana hanno avuto il nazismo unito al fascismo, se finita la memoria essa non continuerà ad  essere ben presente, e rappresentata dalle istituzioni, noi produrremo dei mostri “figli di buona famiglia” pronti a tutto,  assolti nel segno di una svastica e, oggi, anche dal neo eletto Presidente della camera il quale sostiene non essere (ovvero essere) meno grave la morte di un ragazzo in quanto perpetrata (a suo avviso) “senza ‘fini’ politici” piuttosto che la gravità concreta degli atti compiuti dalle “frange della sinistra radicale” a Torino…

Non vorrei, eppure ci troviamo in un mondo privo di prospettive e di valori, dove frange giovanile sradicate e degradate si travestono da nazi, o da ultrà, o da estremisti di qualsiasi cosa e ‘agiscono’, come si è visto in tante, tantissime occasini. 

L’uccisione di Nicola Tommasoli è una disgrazia collettiva, una perdita profonda, cui assistiamo impotenti. 

Non applaudiamo il feretro, di grazia!

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