Klimt, Catullo e l'apostrofo rosa

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Perché, mi chiedo

se  ci rannicchiamo come batuffoli oppure,  sdraiati sul letto,  tu leggi  piano e le parole come un soffio mi accarezzano tiepide, un mare di tenerezza ci  sommerge  e  in quei mille baci affoghiamo..

 

Perché mi chiedo

se di mia iniziativa tuffandomi nei tuoi occhi  ti sussurrassi

 

“.…Donami mille baci, poi altri cento poi altri mille,

poi ancora altri cento, poi di seguito mille,

poi di nuovo altri cento.”

 

Tu mi guarderesti stralunato e mi chiederesti se mi sento bene?

Io non sarei credibile e tu un po’ prevenuto?

Quale il confine che rende il quotidiano poesia o la poesia traslata ‘banale’ melassa?

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Do ut des di sentimenti contorti.

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