Strada facendo..

dar senso al finito.

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Non è necessario essere ‘colti’ ma curiosi, aperti alla conoscenza.Io non mi azzarderò mai a pensare, illudermi, si esserlo e non per falsa modestia ma perché vedo intorno a me tante persone che in modo diverso hanno molto da insegnarmi. Ma potrei aggiungere che la maggiore attenzione per il vivente – oggi – mi induce a stupirmi della semplicità di certi eventi dati per scontati.

E così un inserto letto di sfuggita, direi per noia, per fare ora,  mi ha spinto a condividerlo qui, in modo semplice, come avrei fatto se stessi confrontandomi con un amico(a).

 

A noi, noi che ‘navighiamo’ è data la grande ricchezza di scoprire, rinverdire, ampliare – se troviamo lo stimolo e il tempo (ma il non -tempo è anche un alibi) – molti concetti a volte appena sfiorati come fossero una bomba ad orologeria o ingurgitati, medicina salvifica!,  visto che quel ‘pezzo di carta’ era il passe partout per il futuro.

 

Oggi che il futuro si allontana e perde il significato di costruzione perché un prefabbricato è il massimo che ci si può aspettare, ecco, io torno a banalizzare la mia fortuna di starmene qui seduta a scrivere.

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“La donna ha soprattutto

Un altro talento innato,

un dono originario,

un assoluto virtuosismo

per dar senso al finito”

 

 da AUT AUT di S. Kierkegaard

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Accidenti! ecco qualcosa di significativo a pennello per l’8 marzo. Questo pensiero così semplice e lusinghiero. Ma si sa,  “Passata la festa gabbato lu santu”.

 

Comunque sono andata a rimestare nei miei libri lontani per riagganciarmi, appunto, alla filosofia di Kiekegaard poi, non ancora sazia, mi sono chiesta cosa ci fosse in rete.

 

Riscontra che vi sono molti siti, tutti accurati, e che così come nitidamente suddivisi i "Tre gradi dell’esistenza" contestualizzino le discussioni, le parole, che abbiamo fatto e scambiato – chi più chi meno – sul mio blog.

 

Resto pensierosa e un po’ preoccupata perché a me quel ‘virtuosismo’  manca del tutto e non riesco davvero (e chissa mai se riuscirò) a “dar senso al finito”. Mi sento in alto mare.

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