"tempi circolari" e "tempi lineari"

 

 

Eccoci di nuovo pronti  a rincorrerci, a inseguire il tempo. Prima fermata a novembre.

Improvvisamente fresco, temperatura accettabile, affrancati da una estate calda, calda, anzi caldissima.

 Favoleggiamo, anno dopo anno, su quanto ‘questa’ sia l’estate più torrida di sempre.

Ma, almeno  per me, la spossatezza, il dolce far niente, sdraiata al sole o in penombra,  permette  di spulciare i giornali nelle minime cose.

Un elzeviro di Beniamino Placido mi ha dato da riflettere oggi – di nuovo – in motorino.

Beniamino analizzava il caldo torrido che ci ha colpiti richiamandosi ad un articolo di Michele Serra ( l’effetto serra non c’entra) del …secolo scorso, addirittura del 1988.

Si riagganciava al dibattito su “tempo circolare” e  “tempo lineare” e – soprattutto – sulla  perdita di valore  della circolarità del tempo che esisteva ( oggi, ormai incompiutamente anche in natura) e dava spazio alle stagioni, ai suoi rigori, ai suoi eccessi di calore, alle sue pause.

Soprattutto con l’avvento dell’industrializzazione, delle fabbriche, il tempo è diventato prevalentemente lineare. Si produce alla catena di montaggio giorno e notte, senza tempo.

Non  serve la circolarità, far respirare la terra con l’aratura, seminare, curare, per ‘raccogliere’ migliaia di..pentolini, caffettiere e via discorrendo Per una progettualità a tavolino basta un tetto sulla testa.

Il tempo sfugge e ci sfugge in progressione, va avanti dritto e veloce imponendoci i suoi ritmi pressanti che sono i tempi e le stazioni di un buon treno in orario: non aspetta!

E dai telegiornali di questi giorni – megafono di vituperati giornaletti blasonati da tanti ‘Corona’ –

dei servizi sulla mostra del cinema di Venezia mi è rimasta la triste visione di molte attrici (e attori) dal volto statico, fissato,  in una eterna martoriata primavera.

Come se  dalla ‘età dell’innocenza’ la vita si biforcasse: eterne primavere o Rupe Tarpea ove l’uno sull’altro, confusi, i corpi non già dei neonati deformi ma di quei pochi arroganti che sfidando le regole hanno seguit il tempo circolare della loro stagione: i vecchi.

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