Un M(a)essaggio Thai

 

 

piedinivolanti

 

La giornata è decollata nel pomeriggio.

Colta da uno stato totale di grazia trascendentale sento tra le costole spuntami due alucce e devo tenere incrociati i piedini per impedire loro di danzare.

Isabella, mia carissima e dolce amica,  per il mio compleanno mi ha regalato due trattamenti completi per il corpo.

Già, dove lo straordinario per una ‘esperta’ par mio che spesso, assai spesso,  per svariate ragioni di carattere curativo o estetico (o amoroso, ma qui pudicamente sorVOLO) si è fatta manipolare il corpo?

Bene, sono stata in questo  nuovissimo centro benessere orientale che – ‘testato’ il successo nella mondanissima Milano –  ha aperto anche a Roma.

Nella hall con mobili in legno, essenziali, sottilissimo profumo di fiori, uno sfumato accenno di musica, ci riceve ( io ho aspettato il rientro di Zazzi per andarci insieme:=)  ) una delicata ragazza che ci offre del tea e a noi fa piacere riprenderci e  liberarci del caldo torrido e afoso.

Io avevo prenotato un massaggio Thai, c’est à dire un massaggio tailandese associato alla medicina ayurvedica indiana e a quella tradizionale cinese. Massaggio terapeutico praticato dai monaci buddisti tailandesi che unisce la digitopressione cinese a uno stretching ‘guidato’ ispirato allo yoga indiano. Insomma agisce sulla  mente e sullo spirito (Fine della lezioncina).

E’ il momento: si presenta un’altra ancor più eterea fanciulla e mi invita a seguirla in una stanzetta dalla luce assai soffusa. Mi spoglio, mi copro le vergogna con un sottilissimo tanga sterilizzato.

Sdraiata a pancia in sotto, avvolta da una copertina di lana bianca,  la fanciulla mi si mette a cavalcioni  e con mani inaspettatamente forti e sapienti comincia a manipolarmi la nuca, le spalle, la colonna vertebrale, il giro vita. Poi scosta la coperta e  mi spalma un olio inodore e comincia un nuovo massaggio assai delicato ma intenso.

Mi ricopre, scende dal lettino e a ‘pezzi’, sempre tenendo al caldo il resto del corpo, ripete lo stesso trattamento piedi inclusi.

MI giro. Uguale procedimento non tralasciando le mani, le dita una ad una.

Assolutamente indicibile, poi,  il piacere del massaggio al viso partendo dalla nuca e arrivando alle  tempie…

Non riuscendo più a trattenermi, esprimo in inglese, unica lingua in comune, la mia soddisfazione e chiedo il nome alla mia curatrice.

Lei  accennata una riverenza a mani giunte,  mi ha detto di chiamarsi Fon.

“Fon?” .. “Si! Vuole dire pioggia e quando sono nata io pioveva”.

Finito il massaggio durato 60miniti pieni mi è stata servita un’altra tazza di tea verde caldo da sorbire lentamente.

Il tutto (ora lo so) per 70 euro. Be-ne-det-ti.

Eccomi dunque leggera come una farfalla, la mente luminosa, quasi impalpabile.

Altro che palestrina uno due uno due, altro che massaggino snellente tirato via per cacciarmi in fretta.

L’altro massaggio me lo conservo ancora qualche giorno ma spero davvero, anzi me lo voglio prefiggere, almeno una volta al mese, voglio trovare il tempo per godermi questo meraviglioso, avvolgente,  bagno di amore.

Per quel che mi riguarda (lo so sono privilegiata a poter scegliere ma sarebbe anche ipocrita se io fingessi di vergognarmi) essere ‘ricchi’(cioè vivere col proprio lavoro e non avere problemi pressanti)  – oggi –  è potere disporre del proprio tempo unicamente per se stessi, fermarsi.

E poi, soprattutto, non è necessario il massaggio thai ma  scoprire la possibilità/capacità di liberare la mente, nel silenzio, nell’immobilità assoluta.

La produttività dell’ozio, non  più vizio ma – appunto – ricchezza e  forza interiore.

Predico bene io, ma il mio  tempo spesso è tiranno e il blog me ne ha rosicchiato una  fettina. Però diciamo che ha anche  allargato molto piacevolmente la mia sfera affettiva (bontà vostra!)ed ha allargato il mio mondo di conoscenze.

Insomma, tornando ‘a bomba’,  grazie alla generosità e alla sensibilità di una amica ho scoperto un altro vizio che intendo assumere come mio.

 “Stretta la foglia, larga la via..dite la vostra che ho detto la mia”.