ingorgo di sentimenti

E’ tonata l’aria tiepida quasi limpida del primo mattino a Roma. preparo il vassoio della colazione lo poggio sul tavolo del giardino, verso il caffe caldo, il pane tostato e imburrato con un pizzico di colore di marmellata. Ci sediamo Luca ed io e ci godiamo questo rito salvifico e scaramentico che si compie da quando lui è nato. L’inverno in cucina e dalla primavera qui sotto il gazebo le spalle rivolte al muro gli occhi tuffati nel ‘pratino’ chiazzato come una tavolozza dai colori dei fiori.

E’ adesso che si  tramuta il riposo della notte in energia e voglia di fare (ohoh!  non sempre, anche io mi alzo con le paturnie) e nello stesso tempo rallenta il "via".

Per un momento, in questi momenti, ci siamo tutti. Anche Wendy che non scodinzola piu’ nè può con suo mugolio insistente reclamare un angoletto di pane dolce. Un atollo nel caos della città, nel cuore della città. Siamo fortunati è vero. Dovrei ricordarmelo piu’ spesso ( o forse no va bene così) e imbrigliare quel viavai incessante, quel rumoroso e sordo incedere sei sentimenti e delle emozioni mai pacate.

"La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare…E’ emblema sia dell’effimero sia di cio’ che dura in eterno..E’ un simbolo dell’anima.." (Hermann Hesse)

E la farfallina ha ripreso il suo breve ciclo vitale. Finalmente il sole ! Vola.